
La distribuzione irregolare dei rilievi è all'origine di una idrografia frammentata, povera di fiumi importanti; inoltre la natura del suolo, che per metà è impermeabile e quindi impedisce la formazione di ricche sorgenti sotterranee, aggiunta alla concentrazione delle piogge in un solo periodo dell'anno, rendono il regime dei corsi d'acqua fortemente variabile. Tutti i fiumi sardi hanno, quindi, carattere torrentizio, con piene primaverili alle quali si contrappongono magre estive anche assolute. Durante le piene le acque erodono facilmente i suoli, spesso impoveriti di copertura vegetale, e trascinano una cospicua massa di detriti, che si depositano nelle zone pianeggianti, costiere e interne; si formano così con facilità e frequenza aree paludose, oggi tuttavia in larga misura prosciugate.